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La Compagnia teatrale del DLF Lecco

"Gli amici di Eduardo"

                   ha presentato sabato 30 Maggio

Guarda le foto della commedia!

trama:

Tre calzoni fortunati

Una farsa comicissima di Eduardo Scarpetta.

143 minuti -- Durata spettacolo

Commedia in tre atti scritta da Eduardo Scarpetta nel 1894.

La trama è piuttosto intrecciata, ricca di equivoci, di colpi di scena e di grandi battute.

Ci caliamo nella realtà della Napoli povera, dove la gente vive di lavori giornalieri, e di piccoli espedienti, ma sempre con allegria e con un innato ottimismo.

Il personaggio principale è Vincenzo, un uomo povero e semplice, che campa alla giornata, con la speranza che arrivi, prima o poi, l’occasione giusta che possa cambiargli la vita.

Nella casa di Vincenzo si rifugia Eugenio con la sorella Amelia, figli di una signora aristocratica dove Rafilina, sorella di Vincenzo, prestava servizio, fuggiti da Napoli per sfuggire ad una brutta storia . Vincenzo e la sorella li ospitano con grande affetto, nonostante le loro povere condizioni e i “contrattempi” che da questa ospitalità deriveranno.

Un bel giorno a Vincenzo viene recapitato un pacco da parte del fratello ( Alfonso ), che contiene… tre paia di vecchi calzoni. Apparentemente solo oggetti di valore comune, che però celeranno grandi sorprese.

In questa rappresentazione possiamo ritrovare i tratti caratteristici delle opere teatrali di Eduardo Scarpetta. In particolare nei personaggi, che rispecchiano fedelmente la misera condizione sociale del popolo napoletano dell’epoca, e che affrontano i guai della vita col sorriso e con la battuta di spirito, credendo fortemente che prima o poi la buona sorte busserà alla loro porta. Soprattutto, le difficoltà non inaspriscono queste persone, che sanno invece stringersi tra loro con genuina solidarietà.

In “ tre calzoni fortunati”, emergono con spiccato interesse tutti i compagni di lavoro di Vincenzo, come il rassegnato Michele, l’impagliatrice Carmenella, un vivace e fantasioso Pasquale il tarallaro. Senza parlare del binomio Conte Falda e Don Carlo, due figure emblematiche del finto potere e della falsa nobiltà interpretati con grande incisività. La figura di Eugenio, apparentemente minore, rappresenta la ribellione il desiderio della non dipendenza a tutti i costi da una nobiltà danarosa, tanto da commettere qualche gesto impulsivo che lo metterà nei guai.

Per fortuna i “ tre calzoni” hanno ristabilito la serena convivenza tra la condizione del popolo e la sprezzante posizione della nobiltà, restituendo all’una una pari dignità e all’altra un’immagine più umana e comprensiva. Un grande affresco popolare dell’Italia del secolo scorso, nel quale non è escluso rintracciare spunti di amara riflessione sull’attualità

Commento Commedia

In “ tre calzoni fortunati”, e in particolare nell’adattamento di Giovanni Monforte , emergono con spiccato interesse tutti i personaggi che interagiscono con Vincenzo (Giuseppe Pugliese). Così tutti i compagni di lavoro, come il rassegnato Michele (Aldo Pinto), l’esuberante Pasquale (Gaetano Avolio), un vivace e fantasioso Totonno ( Vincenzo Pollano ) e il colorato Luigino (Angelo Annoni),la spensierata Maria ( Federica Fanara). Senza parlare del binomio Conte Falda - Don Carlo , due figure emblematiche del finto potere e della falsa nobiltà interpretati con grande incisività da Samuele Scognamiglio e Lello Abategiovanni . Figura a se stante e pietra preziosa della caratterizzazione di un Commissario di Polizia interpretato in modo unico dall’immancabile Richard Mazzanti insieme a Oronzo Roma e Biagio Ventre nella parte dei due agenti del commissariato . La figura di Eugenio , apparentemente minore, rappresenta la ribellione il desiderio della non dipendenza a tutti i costi da una nobiltà danarosa, tanto da commettere qualche gesto impulsivo che lo metterà nei guai. Il suo carattere difficilmente incontenibile è stato ben interpretato da Marco Jannino vicino alla bellissima Daniela Monaco, questa volta sorella indifesa e smarrita, sognante e credulona. Le altre figure femminili si presentano bilanciate tra loro a due a due. Ecco che donna Rafilina (Tina Montagna), pacata e matura donna del vicolo richiama alla serenità Carmenella (Anna Ferruzzi), disperata ed intemperante “impagliasegge”, che non può rassegnarsi all’idea di aver sposato un marito irresponsabile. Due personaggi di grande naturalezza che introducono il pubblico immediatamente nell’atmosfera della vicenda. Alla festa dei nobili, la padrona di casa, la marchesa Laura ( Antonietta D’Aniello ) è tenuta molto sapientemente “sotto controllo” dalla sua amica Ada ( Antonella Naccarato ) che riesce a comandare molto bene anche Don Carlo , marito della Marchesa. Doppia complicità ai danni del povero militare a riposo, il quale finisce per essere cucinato “compasse e pignuole”! Le due interpreti femminili della nobiltà non hanno risparmiato la loro “cattiveria” attraverso una sagace interpretazione delle due figure: l’una odia il popolo, l’altra il marito. Per fortuna i “tre calzoni” hanno ristabilito la serena convivenza tra la condizione del popolo e la sprezzante posizione della nobiltà, restituendo all’una una pari dignità e all’altra un’immagine più umana e comprensiva. Assieme alla nobiltà partecipano la Contessa Stanza ( Francesca Avolio ) e il Conte Bagno ( Luciano Malusa ) la Contessa Falda ( Clelia Cesario ) ,il cameriere Giovanni ( doppia interpretazione di Biagio Ventre ) e la cameriera ( Laura Armanetti) .

Tecnico alle luci Vincenzo Pollano , tecnico audio Mimmo Vezza i costumi e il trucco di Fortuna Di Somma con l’assistente Barbara Mazzoleni .

Le scene e le musiche sono realizzate da Giovanni Monforte per la regia di Giuseppe Pugliese.

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La Realizzazione di questo copione è stata effettuata dal Signor Monforte ,scenografo della compagnia , prendendo a modello l´edizione degli anni Cinquanta di Eduardo De Filippo, che aveva messo in scena nella ripresa televisiva per la RAI nel lontano 1959. Utilizzando il vecchio filmato , scrivendo passo dopo passo , tutta la traccia audio in un duro lavoro durato per un mese e mezzo , con la media di due /tre ore al giorno , la scritturazione di 5 minuti di audio , impiegava all’incirca 1 ora di tempo.
Dal punto di vista linguistico il lavoro ha riguardato, sia l’attualizzazione del testo ,un vocabolario napoletano più moderno, che permetta all´attore di leggere e pronunciare più facilmente alcune espressioni. Il linguaggio di alcuni personaggi è stato arricchito da Eduardo da vocaboli comicamente inventati a sottolineare come, nell’analfabetismo certo assai frequente a quel tempo nel popolo, esistesse comunque il desiderio di possedere un vocabolario assai più ricco di quello che apparteneva al linguaggio del quotidiano.

 

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Ultimo aggiornamento: 30-01-12